sabato 11 novembre 2017

JUAN SANCHEZ COTAN, NATURA MORTA

Il volto metafisico del disinganno.

Juam Sanchez Cotan, Natura morrta, 1602
Olio su tela di 68,9 x 84,5 cm
San Diego Museum of Arts

Ci sono aspetti di una società e della sua cultura che trovano il proprio specchio più fedele nelle opere d’artisti che, per una qualche ragione, sono pressoché ignoti al grande pubblico. Non ho la necessaria prospettiva storica per dire chi stia offrendo la migliore rappresentazione di questa nostra epoca, tanto insicura da non essersi neppure data un nome, ma conosco un pittore che ha espresso perfettamente, quattro secoli or sono, un sentimento che appartiene a tanti della mia generazione.

giovedì 21 settembre 2017

DUE PAROLE DI SAGGEZZA

Paul Gaguin, Due donne tahitiane (1891). Olio su tela di 69 x 91,5 cm.
Museo d'Orsay, Parigi.
Ogni lingua ha una storia antica quanto Homo Loquens, vecchia di decine o centinaia di migliaia di anni. Questa è una delle ragioni per cui trovo ridicolo assegnare maggior prestigio a un idioma solo perché la cultura che trasmette ha avuto fortuna per qualche secolo; per quello che è solo un batter di ciglia rispetto alla durata dell’avventura umana. 

sabato 13 maggio 2017

VINCENZO RABITO, TERRA MATTA

“Se all'uomo in questa vita non ci incontro aventure, non ave niente darracontare.”





Cos’è la letteratura? Non lo so e non so neppure se abbia senso porsi la domanda. Credo, però, di saperla riconoscere quando la incontro, proprio come mi è  capitato nelle pagine di questo libro.

giovedì 20 aprile 2017

AGGETTIVI ISPERICI



Il folio 27 D del Vangelo di Lindisfarne.

Tommaso d’Aquino riassumeva in tre principi l’estetica di gran parte del Medioevo: integrità, proporzione e chiarezza. Lo ricordava Umberto Eco in un suo scritto sul Libro di Lindisfarne: un capolavoro della miniatura che, però, viola completamente le regole tommasee; che obbedisce ai canoni di un’altra estetica, nata agli estremi confini del mondo allora conosciuto e che Eco chiama “isperica”. 

sabato 15 aprile 2017

RINASCITE: PIERO DELLA FRANCESCA, RESURREZIONE

Piero della Francesca, Resurrezione. Affresco  di 225 x 200 cm
1463-1465? Borgo Sansepolcro (Ar), Museo Civico.

Tra i pellegrinaggi che devo ancora compiere, c’è quello a Borgo Sansepolcro per ammirare le opere di Piero che vi sono conservate e per cercare di scoprire se è anche nel paesaggio di quella terra di confine, ancora Toscana, ma prossima ad Umbria e Marche, il segreto della sua straordinaria visione; di quella magia che mi ostino a pensare non possa essere dovuta solo ai segreti numeri delle prospettive su cui sono costruite le sue immagini.